top of page

I FALSI PRETESTI DEGLI USA PER INVADERE IL MONDO

  • Immagine del redattore: Nilo
    Nilo
  • 16 apr 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 26 set 2025


Oggi, a 20 anni dall'invasione dell'Afghanistan, finalmente gli americani annunciano di voler lasciare questo Paese. Perche', a loro dire, l'obiettivo e' stato raggiunto: ossia la morte di Bin Laden. Il quale pero' fu ucciso nel 2011. Ben 10 anni fa. In Pakistan!!!

Dunque cosa hanno fatto negli ultimi 10 anni dopo la morte di Bin Laden? Turismo paesaggistico o affari con i Signori dell'Oppio e dell'Estrazione di Risorse Naturali?

Ma poi che c'azzeccava Bin Laden con l'Afghanistan nessuno l'ha mai capito. Bin Laden era un saudita, cosi' come la maggior parte degli attentatori (ben 11 su 15 erano dell'Arabia Saudita, 2 degli Emirati Arabi, 1 dell'Egitto ed 1 del Libano).

Ora cercando di comprendere, pur non condividendola, la logica perversa degli strateghi militari americani, ossia di vendicare gli attacchi subiti, non doveva essere dichiarata guerra all'Arabia Saudita, agli Emirati Arabi, all'Egitto ed al Libano? Invece no. I sauditi e gli emiratini sono, ancora oggi, i migliori amici degli USA, che finanziano tra l'altro, anche cospicuamente l'esercito egiziano.

Senza contare che Bin Laden fu ucciso in seguito ad un blitz dell'intelligence in Pakistan. Dunque non serviva una guerra di 20 anni ma un semplice blitz mirato, alla James Bond, come in effetti e' poi avvenuto. Non serviva una guerra che ha provocato la morte di centinaia di migliaia di donne, uomini e bambini innocenti in Iraq ed Afghanistan.

Dunque ancora una volta ci si dovrebbe porre la domanda. Perche' invadere l'Afghanistan e l'Iraq che in nessun modo presero parte agli attacchi dell'11 settembre? Evidentemente erano solo falsi pretesti, come il falso dossier dellle armi chimiche in possesso di Saddam. Imbroglio candidamente ammesso dall'ex primo ministro britannico Tony Blair qualche anno dopo.

Ma forse, se si guarda la cartina geografica, le ragioni si spiegano da sole: bisognava creare un doppio fronte d'attacco all'Iran, uno dei maggiori produttori di petrolio del mondo, che si trova proprio nel bel mezzo, ed e' notoriamente un Paese non allineato all'unico vero imperialismo e colonialismo che imperversa ancora nel pianeta. Ossia quello americano. Non a caso l'Iran e' ancora soggetto ad embargo. Non a caso e' un Paese sotto il mirino dell'Arabia Saudita, noto Paese "Rinascimentale", al quale gli USA hanno venduto recentemente armi per ben 110 miliardi di dollari, usate anche per la tragica guerra in Yemen. Perche' c'e' in ballo il controllo dello Stretto di Hormuz e del Canale di Suez, luoghi di transito della maggior parte del petrolio del mondo. Ossia la chiave del Potere.


Nilo Domanico

L’AUTORE

Ingegnere italiano, nato a Rossano, in Calabria, nel 1967. Il suo percorso di studi e lavorativo, lo porta a viaggiare per il mondo, dalla Gran Bretagna, doveva completa il Master Sciences a Durham, fino al Medio Oriente e Mondo Arabo (Egitto,Yemen, Emirati Arabi ed Oman), dove la sua carriera sta agguantando ragguardevoli traguardi con prestigiosi progetti gia’ realizzati. Durante i suoi viaggi sviluppa le sue innate passioni nella fotografia e nella scrittura che trovano sbocco in due mostre fotografiche realizzate in Italia (2014) e nel Sultanato dell’Oman (2017) ed in un volume fotografico "Sulle tracce delle pietre del destino"(2017) che precorre il romanzo storico di prossima uscita.


 
 
 

Commenti


Mandami un messaggio

Grazie per avermi scritto!

bottom of page