L'America a-normale di oggi
- Francesco

- 19 gen
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Aggiornamento: 25 gen
Ieri sera, guardando In Onda su La7, ho assistito a un esercizio di retorica molto pericoloso. Pietro Senaldi ha liquidato la deriva autoritaria degli USA sostenendo che l’America è sempre stata violenta e che quello a cui assistiamo oggi non sia nulla di nuovo. Non dobbiamo dimenticare che Marthin Luther King e i fratelli Kennedy sono stati uccisi, afferma Senaldi. Dire che tutto questo sia "normale routine americana", significa bendarsi gli occhi davanti all’evidenza di una grave mutazione genetica della democrazia.
È vero: gli Stati Uniti sono nati dal sangue di una rivoluzione, sono stati profondamente segnati da una sanguinosa guerra civile e fondati sul Secondo Emendamento. Sappiamo che la polizia sparava anche sotto Obama e che la rivolta di Detroit scoppiò sotto l’amministrazione del democratico Johnson. Ma oggi non siamo di fronte alla “solita” violenza americana: è un salto di specie verso un modello autoritario pianificato che agisce indisturbato davanti ai nostri occhi.
I dati del servizio di Gea Scancarello sono chiari. Sotto Trump, l’ICE è stata trasformata in una milizia politica con un budget triplicato passato da 9 a 27 miliardi di dollari: più di tutte le polizie locali messe insieme. È una macchina da guerra interna che, nel solo primo anno, ha aumentato gli arresti del 2450%. Nel 2025, 32 persone sono morte in custodia dell’ICE. Quest’anno siamo già a cinque vittime, tra cui Renee Good: cittadina americana, madre di tre figli, freddata a bruciapelo senza alcun reale motivo.

Il metodo di arruolamento di questo "esercito" è strabiliante: con bonus da 50.000 dollari e la promessa di un'immunità totale, i ranghi si sono riempiti di estremisti di destra, suprematisti e rivoltosi di Capitol Hill graziati da Trump. La simbologia è spudorata: vedere Greg Bovino, capo della Polizia di Frontiera, sfilare con un cappotto di pelle nera come il Fuhrer, non è folklore. È un simbolismo ben preciso e ben voluto.
Mussolini prese il potere reclutando nel torbido della società reduci e uomini che vivevano di odio e di violenza, trasformandoli in "Squadre d’Azione". Non era semplice teppismo, ma una metodologia del terrore sistematico per scardinare la democrazia e annientare fisicamente l'opposizione. L’ICE di oggi somiglia spaventosamente a quelle squadre: una polizia politica istituzionalizzata e protetta dall'alto.
Dire che "è sempre stato così" significa ignorare un allarme che suona forte come la campana di una cattedrale. È il metodo fascista che ritorna con budget illimitato. Dovrebbe farci tremare tutti.
Francesco Reale



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