“Il buio e la luce” di Francesco Scarpelli
- Francesco

- 14 apr 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 26 set 2025
Qualche mese fa il mio caro amico Francesco Scarpelli ha voluto regalarmi il suo nuovo libro. Il libro mi è piaciuto, tanto, e perciò ne vorrei parlare qui sul blog.
Per prima cosa vorrei spendere qualche parola sull’autore: Francesco è un abile scrittore che da oltre 30 anni, con molta passione e dedizione, fa conoscere, in modo originale, semplice ma nello stesso tempo molto accurato la figura e il pensiero dell’Abate Gioacchino, personaggio di rilievo del XII secolo, oggi poco “valorizzato”. Come dice lui stesso: “Mi guardo intorno, osservo per comprendere e amare e condivido le emozioni che provo. Scrivo per soddisfare la mia voglia di condividere. Non potrei farne a meno”. La peculiarità che contraddistingue e fa apprezzare, in modo particolare, le opere di Francesco riguardanti l’Abate, è che entrambi hanno vissuto gli stessi luoghi, entrambi hanno toccato le stesse pietre ed entrambi hanno bevuto la stessa acqua. È questa la peculiarità che rende uniche le storie di Francesco.

Nel libro “Il buio e la luce”, l’autore ha raccolto la sua opera teatrale “Et erit pax et veritas in universa terra” (E sarà pace e verità su tutta la terra), nel quale racconta gli ultimi giorni di vita di Gioacchino nei pressi del monastero di San Martino di Canale in Pietrafitta; e “A mille a mille” il racconto in versi di un viaggio fantastico lungo il Cannavino, il torrente che attraversa Celico, il paese natio dell’Abate. Ringrazio vivamente Francesco per avermi fatto “entrare” nei suoi racconti, per avermi permesso di “stringere la mano” di Gioacchino e, viaggiando indietro nel tempo, per avermi dato l’opportunità di rivivere la morte di Gioacchino, ed essere presente negli ultimi istanti della sua vita. Infatti con le sue parole e con le sue descrizioni, l’autore, riesce a far viaggiare il lettore nello spazio e nel tempo.
Come dice l’artista celichese, nonché mio caro amico Alfredo Granata nella prefazione del libro: “Leggere questo libro è quasi un obbligo per chi vuole rinfrescarsi a fonti d’acqua fresca e riposare all’ombra di antiche querce capaci di tramandare storie di antiche leggende”.
ReSco



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