La stanza di James Baldwin
- Francesco

- 20 gen 2022
- Tempo di lettura: 2 min

“Amalo, amalo e lascia che ti ami. Pensi davvero che ci sia qualcos’altro che conti sotto questo cielo?“
“Una cosa o l’altra: ci vuole forza per ricordare, ci vuole un altro tipo di forza per dimenticare, ci vuole un eroe per fare le due cose insieme. Chi ricorda corteggia la pazzia attraverso il dolore, il dolore dell’eterno ritorno alla morte della propria innocenza; chi dimentica corteggia un altro tipo di follia, la follia della negazione del dolore e dell’odio per l’innocenza; e il mondo si divide per lo più tra pazzi che ricordano e pazzi che dimenticano. Gli eroi sono rari.“
James Baldwin, La stanza di Giovanni, 1956
__________________________________________________________________________________
Ho scoperto James Baldwin leggendo Gotico Americano di Arianna Farinelli (vedi intervista qui sul blog: ), libro in cui la letteratura di Baldwin riveste un ruolo molto importante. Così ho deciso di leggere La stanza di Giovanni. Non conoscevo nulla di Baldwin, eppure, fin dalle prime pagine, mi sono trovato immerso in un mondo intenso, umano e vero.
Baldwin era uno scrittore afroamericano omosessuale, un uomo che ha vissuto sulla propria pelle il dolore della discriminazione ma che ha affrontato la vita con coraggio e amore. La sua scrittura ti porta immediatamente vicino ai personaggi, ai loro cuori. La stanza di Giovanni, scritto nel 1956, racconta l’amore, la paura e la solitudine, intrecciando la vita quotidiana con emozioni profonde. Non è un libro da etichettare: non parla solo di omosessualità o di etichette sociali, parla della condizione umana comune, è uno specchio universale.
Leggendolo, ho percepito la fragilità e la forza dei personaggi. Baldwin descrive l’amore e il desiderio senza abbellimenti o giudizi: ogni parola e ogni gesto hanno un peso, hanno un ruolo. Si percepisce la realtà così com’è: complessa, contraddittoria, a volte crudele, a volte luminosa.
Il libro mi ha colpito per la sua capacità di mostrare la verità senza ostentazione. L’amore non è solo gioia, ma anche sofferenza; non è solo incontro, ma anche assenza e distanza. Baldwin non semplifica nulla, eppure riesce a rendere ogni emozione chiara, concreta, reale.
La stanza di Giovanni è un libro che ami non perché da risposte ma perché ti costringe a guardare dentro di te. Baldwin ritrae la sofferenza e il dolore della vita in modo scarno eppure riesce a ritrarre la forza dell’amore, in molteplici forme, anche quando fa paura, anche quando il mondo sembra ostile.
Baldwin è riuscito a trasmettermi emozioni istantanee, potenti e in certi versi anche un po strazianti e ha descritto in modo brillante, pulito e secco, come la vita può essere distruttiva, come l’amore sia il tutto dell’esistenza umana e di come qualunque cosa, bella o brutta che sia, alla fine si riduca al nulla, ricordo o dimenticanza.
Baldwin spiega senza paura la futilità, la brutalità e contemporaneamente la ricchezza, la bellezza e la poesia della vita.
ReSco



Commenti